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P.A. il rischio di una riforma/non riforma

francesco cavallaro


Intervista a Francesco Cavallari, segretario generale Cisal.

Al centro del dibattito politico-sindacale ritorna ad esserci ancora la riforma della pubblica amministrazione ma, questa volta, a promettere la rivoluzione nella P.A è il Governo Renzi e il Ministro Marianna Madia. "Vogliamo fare sul serio", è questo l'incipit della lettera scritta dal Presidente del Consiglio Renzi e dalla stessa Madia, in cui si spiegano quali sono i provvedimenti da intraprendere per "una riforma più moderna e giusta".
 
D. Segretario Cavallaro, a oltre 10 giorni dall'approvazione del testo in Consiglio dei Ministri e dalla presentazione del Disegno di Legge Delega, si ha finalmente il decreto. L’ennesima riforma della P.A., può essere fatta in così poco tempo? La convince la definizione che ne dà il Governo di "moderna e giusta?". E c’è veramente qualcuno che non la vuole? 
R. Chi di noi non vorrebbe una pubblica amministrazione più moderna e giusta, magari anche più snella, più efficiente, sempre in grado di assicurare servizi tempestivi e adeguati ai cittadini e alle imprese? Domanda retorica, quindi, ma legittima. Ancor più legittimo, però, sarebbe stato chiedersi, da parte del Governo, il perché finora non si sia riusciti a realizzarla, nonostante la ricorrente pioggia di norme, scaturita dalle numerose riforme precedenti (forse dieci, a partire da quella “GIANNINI”, mai varata e compresa la “Brunetta”, addirittura ritenuta “epocale”). Un “perché”, che il Governo tuttavia non si è chiesto. Forse per non dover ammettere che tra le cause principali, se non anche esclusive, delle gravi disfunzioni della P.A. , c’è la politica e le sue indebite interferenze nella gestione della cosa pubblica!
 
D. E del ritardo nella pubblicazione, cosa ne pensa? 
R. La fretta non è mai buona consigliera! Tra l’altro, il decreto è del vetusto e già visto “tipo omnibus”, che il Presidente Napolitano ha più volte censurato. 
Il ritardo si commenta da solo. 
 
D. Il Ministro Madia ha voluto incontrare le OO.SS pochi giorni prima del Consiglio dei Ministri. Ai Sindacati, è inoltre stato chiesto di inviare le proprie osservazioni. Queste sono state poi recepite nel testo? Avreste preferito un incontro precedente alla stesura del testo? 
R. La Cisal ha trasmesso al Premier Renzi e al Ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione Madia, le osservazioni ai 44 punti indicati dal Governo per la riforma della PA. Tra le richieste poste dalla CISAL, l'urgenza del rinnovo contrattuale dei pubblici dipendenti, della sistemazione dei precari e dell'eliminazione della norma - assurda e discriminatoria - che prevede il “non recupero” dei mancati incrementi economici, derivante dal pluriennale blocco del rinnovo dei contratti stessi. Nel testo presentato dalla Madia però, non vi e' traccia del recepimento di tali osservazioni. Certo che avremmo preferito confrontarci nel merito, sia pure con un termine prefissato, ma evidentemente ha prevalso il timore delle vecchie ed inconcludenti liturgie! Il rischio concreto, comunque, è quello di un'ennesima riforma/non riforma che assolve la politica da ogni responsabilità.
 
D. La Cisal è rammaricata per la riduzione del 50% dei permessi sindacali? Questo condizionerà' i vostri rapporti di mediazione con il Governo? 
R. Assolutamente no. La CISAL, sin dalla sua costituzione, nel lontano 1957, rappresenta gli interessi collettivi dei lavoratori, mai anteponendo ad essi quelli di parte, fossero pure, come sembrano essere, colpiti da decisioni di vago sapore punitivo. La CISAL, quindi, ha fornito e continuerà a farlo, il proprio contributo di idee e di proposte, in occasione di questo, come dei precedenti tentativi di riforma. Ma, sia pure con rammarico, ha dovuto prendere atto - al di là dei contenuti dei provvedimenti di legge varati dal governo, molti dei quali certamente da approfondire, ma altri anche da condividere – che, ancora una volta, la Riforma lascia del tutto inevase le domande da noi poste".
 
D. Quali sono i punti cardine proposti dalla Cisal per una vera riforma della P.A.? 
R. La Cisal affermava ieri e ribadisce oggi, che per un vero “cambiamento di verso”, come dice il Presidente Renzi, è indispensabile una riforma condivisa e radicale. Siamo profondamente convinti, tuttavia, che generalizzare non consente di riformare, ma di confondere il grano con l’oglio, di mortificare identità, di ignorare professionalità ed eccellenze che pure esistono nel settore pubblico. Non bisogna inoltre rinunciare, ancora una volta, ad utilizzare le due vere leve del cambiamento: la motivazione individuale e collettiva dei lavoratori pubblici e la garanzia assoluta che, ad ogni livello di potere, corrisponda sempre e comunque un equivalente livello di responsabilità. Fermo restando, in ogni caso, un vero e definitivo “passo indietro” della politica dalla gestione!
B.L.