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Grandi Emergenze: il ruolo dei volontari di Protezione Civile

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Intervista a Salvatore Capuzzimati, presidente dell'associazione Volontari di Protezione Civile "Roma Aurelio"

Dall'Aquila all'Emilia, dalla neve all'alluvione della Capitale dello scorso inverno, gli interventi dei volontari di Protezione Civile sono stati significativi nella gestione delle grandi emergenze. Alle soglie dell'autunno, considerata l'estate anomala, si paventa un inverno freddo, con possibilità di neve anche a Roma, qui dove anche solo un temporale è capace di mettere in ginocchio un'intera città. Perché si verifica questo? Ne abbiamo parlato con Salvatore Capuzzimati, presidente dell'associazione Volontari di Protezione Civile “Roma Aurelio”.
 
D. Protezione civile e volontariato, non solo sul territorio della capitale ma l'associazione Roma Aurelio ha operato su tutto il territorio nazionale. Presidente, che peso ha oggi il volontariato nel gestire le grandi emergenze italiane?
 
R. Il volontariato svolge un ruolo fondamentale nelle gestione delle emergenze, ne sono un esempio le nostre esperienze maturate durante il terremoto dell'Aquila e dell'Emilia che ci hanno visto coinvolti per mesi. Sono stato capo campo all'Aquila per 67 giorni, è stata una bella scuola di protezione civile. Stesso discorso vale per l'Emilia nel 2012. A Modena, siamo stati impegnati da aprile al 15 ottobre di quell'anno, non era una situazione semplice, in quella occasione abbiamo gestito un ospedale da campo, ho fatto da coordinatore tra i medici di base e l'ambulatorio.
 
D. Quali sono le maggiori criticità che riscontrate come Protezione Civile? 
 
R. A volte ci sentiamo abbondonati dalle istituzioni. Non parlo solo di Roma Aurelio ma in generale di tutte le organizzazioni di volontariato di Protezione Civile. La Regione dà piccoli contributi per i mezzi e le attrezzature, il resto è a carico dei presidenti delle varie associazioni. Speriamo che ci sia una svolta con la nuova Agenzia di Protezione civile.
 
D. Per quanto riguarda la grande emergenza di Roma dello scorso inverno, avete dato un grosso aiuto al Comune nel gestire l'alluvione nel quartiere Aurelio, uno dei più colpiti. Com'è andata?
 
R. L'ultima bomba d'acqua ci ha visto coinvolti a Casal Selce per tre giorni trascorsi interamente nell'acqua con il mezzo anfibio ad aiutare la gente rimasta alluvionata. Siamo intervenuti anche a via della Maglianella e in via di Boccea con l'idrovora. Durante l'emergenza neve di due anni fa, abbiamo invece fatto da spola al San Filippo Neri con i nostri mezzi 4x4 per assicurare la presenza di infermieri e medici in più soccorsi con la nostra ambulanza 4x4.
 
D. A suo avviso cosa l'amministrazione comunale potrebbe fare per evitare che delle semplici piogge si tramutino per Roma in catastrofi?
 
R. La risposta è facile, basta solo mantenere pulite le strade, controllare gli scoli, le grate e i canali ed intervenire quando c'è ostruzione, questo è fondamentale. Ad es. via della Maglianella si è allegata lo scorso inverno perché i tombini erano intasati. Non tocca però a noi della Protezione Civile fare prevenzione, per questo in città ci sono ditte preposte che si occupano della pulizia.
 
D. Come deve comportarsi il cittadino in caso di alluvione?
 
R. Innanzitutto, bisogna mantenere la calma, uscire fuori di casa specie per chi abita al piano terra, chi dimora ai piani alti invece fa bene a rimanere a casa. Se si è alla guida, è opportuno evitare gallerie e i sottopassi.
 
D. Cosa fare in caso di terremoto?
 
R. All'interno di un edificio, occorre individuare i punti più solidi (muri portanti, pilastri, travi, vani delle porte e gli angoli in genere) e se è possibile ripararsi al di sotto di essi; in alternativa, rifugiarsi sotto un tavolo o sotto il letto ed aspettare la fine della scossa; bisogna rimanere lontani da finestre, balconi, mobili e lampadari; non uscire in strada, né prendere le scale si potrebbe essere colpiti da vasi, tegole ed altri materiali; non usare l'ascensore. Subito dopo la scossa, staccare l'interruttore dell'elettricità, chiudere il gas e uscire di casa senza dimenticare le chiavi e recarsi in zone aperte come piazze ampie, giardini pubblici e i campi sportivi dove possono giungere facilmente i soccorsi. Se si è in strada, occorre affrettarsi per raggiungere gli spazi aperti. Vicino al mare, allontanarsi dalla costa.
 
Angela Francesca D’Atri