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Ambiente

La nuova frontiera delle case ecologiche prefabbricate

wooden-houses

Sconfiggiamo una volta per tutte i pregiudizi sulle case prefabbricate. Usciamo dal guscio delle nostre obsolete convinzioni che al solo sentire la parola “prefabbricato” ci fanno pensare a qualcosa di provvisorio, fragile o standard.
Non c'è nulla di più sbagliato che attribuire questi significati all'edilizia prefabbricata.
 
Purtroppo l'Italia, rispetto all'estero, è ancora ancorata al concetto di casa tradizionale, ormai arretrato rispetto agli enormi vantaggi che porta la nuova architettura.
 
Più del 90% degli edifici residenziali in Italia viene realizzato con il tradizionale sistema “ad umido”, ovvero con laterizi uniti a malte e a calcestruzzo armato. Questa tecnica edilizia non adempie ai criteri di risparmio energetico previsti dalle recenti normative, volte ad abbattere il consumo energetico degli edifici e renderli più ecosostenibili.
 
Dati alla mano riscontriamo che le abitazioni “tradizionali”, che costituiscono gran parte del patrimonio edilizio delle nostre città, costruite tra gli anni '60 e '80, si aggira tra i 200 e 400 kWh/mq. Mentre gli edifici tradizionali di nuova costruzione consumano mediamente 120-160 kWh/mq.
 
La PHI Italia, Passive House Istitute Italia, impone anche in limite massimo dei consumi elettrici minore o pari a 120 kWh/mq anno. Ma generalmente le case ecologiche prefabbricate si auto alimentano, con consumi annui di riscaldamento inferiori ai 30 kWh/mq e un consumo totale annuo di energia inferiore ai 40 kWh/mq.
 
I vantaggi non riguardano solo i consumi e le relative emissioni inquinanti di CO2, ma la qualità stessa della vita. Il comfort di una casa prefabbricata viene calcolato in fase di progettazione.
Si può paragonare la sua struttura ad un vero e proprio schermo protettivo, che mantiene costante e uniforme la temperatura in tutte le stanze. Inoltre regola autonomamente la qualità dell'aria interna, grazie a dispositivi tecnici semplici ed affidabili.
 
Le abitazioni prefabbricate ecosostenibili esistono, sono più economiche, consumano meno, hanno migliori proprietà antisismiche e vengono realizzate con il minimo spreco.
Allora perchè non passare a nuove tecniche costruttive a secco?