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Grosseto: rumena aveva messo su fiorente attività di spaccio

polizia stradale

La Polizia di Stato di Grosseto ha eseguito tredici misure cautelari nei confronti di altrettante persone ritenute responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile sono iniziate ad ottobre dello scorso anno nei confronti di una cittadina di origine rumena del 1974 che aveva posto in essere una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti di vario tipo sul mercato grossetano, garantendo una sostanziale disponibilità alle consegne sin dalle prime ore del mattino sino a tarda notte. La stessa riceveva la sostanza stupefacente da alcuni cittadini nordafricani mentre la cocaina e la marijuana le erano forniti da un cittadino macedone grazie ai contatti che lo stesso intratteneva con i fornitori delle province di Arezzo e Roma.

I riscontri ottenuti hanno permesso di appurare che il cittadino macedone era in grado sia di approvvigionarsi di consistenti quantitativi di sostanza stupefacente che poi rivendeva all'ingrosso ad altri soggetti tra cui la stessa donna rumena, un altro cittadino rumeno  ed un cittadino turco oppure al dettaglio ad un consistente numero di persone non solo a Grosseto ma anche nella zona sud e nord della provincia. Il cittadino macedone ha organizzato, come intermediario, un trasporto di 30 kg di marijuana da Roma a Grosseto da parte di un gruppo criminale albanese. Si è potuto quindi di delineare la filiera del gruppo composto da cittadini di origine rumena, macedone, albanese e tunisina dedito in via esclusiva al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini conclusasi oggi con l'esecuzione delle ordinanze di misura cautelare avevano già consentito l'arresto in flagranza di reato di sei persone coinvolte, portando al sequestro di eroina, cocaina e marijuana. E'emerso inoltre la particolare modalità operativa dello spaccio al minuto in ambito grossetano dei soggetti indagati in quanto si recavano spesso direttamente al domicilio del cliente anche con il coinvolgimento di un minore di anni 14. Gli albanesi coinvolti nel traffico dimoranti nella zona di Roma avevano nella disponibilità anche armi da fuoco.