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A spasso per Charlotte (Nc), la città Regina

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Arriviamo a Charlotte in un giorno di settembre, clima perfetto, più o meno la stessa temperatura di Roma ma qui il tempo cambia velocemente. Il sole cede repentinamente il passo alla pioggia e viceversa, il clima è infatti di tipo subtropicale. Siamo nella più importante città del North Carolina, la ventesima degli Stati Uniti per estensione e numero di abitanti, la seconda, appena dopo New York, per numero di banche.

Nonostante il cuore finanziario e la modernità dello skyline, imperdibile da ammirare soprattutto di notte, si respira l'aria di un tempo passato. Quasi sembra di vedere anche qui in città le immense distese di tabacco dove un tempo lavoravano gli schiavi. Oggi i loro discendenti li vedi dovunque ben integrati, americani doc, allegri e disponibili pronti a scambiare quattro chiacchiere con due turisti insoliti. Io e zio Vincenzo.

Appena scesi dall'aereo, all'Aeroporto Internazionale di Charlotte - Douglas  abbiamo superato egregiamente lo scoglio della dogana, offerti i pollici per le impronte digitali e tolti gli occhiali per la foto di benvenuto. Eravamo preparati, avevamo studiato tutto per filo e per segno, e anche se zio non conosce una parola d'inglese si muove meglio di qualunque altro turista. Ci va bene, in fin dei conti a Charlotte non abbiamo parenti e non cerchiamo lavoro. Zio ha lasciato a casa le lumache, la marmellata e la salsiccia calabrese, ma soprattutto non porta armi, io non sono terrorista, né nazista. Così, non perdiamo tempo con il controllo dei bagagli e zio riesce a strappare finanche un occhiolino ad un gentile controllore.

Siamo pronti per visitare Charlotte. Oltre i grattacieli moderni del centro, passeggiamo tra diversi quartieri dove gli edifici spaziano dalle fabbriche vintage alle maestose residenze del Sud. Imperdibili anche i musei . A proposito, qui a Charlotte molti si possono visitare gratis. La cultura negli Usa è molto apprezzata, se anche una pila di libri può diventare un monumento. Charlotte definita la città regina, deve infatti il suo nome alla regina Carlotta di Meclemburgo-Strelitz,  è un luogo  di passaggio, per uomini di affari come per turisti, in cui in genere si soggiorna prima di approdare a mete definitive, non a caso il suo aeroporto è l' hub principale per la compagnia aerea Us Airway.

Qui, zio impara a conoscere gli Stati Uniti, gli hamburger, gli hot dog, l'acqua servita sempre con il ghiaccio, il caffè lungo e la spaventosa cordialità tutta americana, quella che è un tempo era anche nostra. Noi “pezzi di core”, siamo diventati pezzi di ghiaccio. Charlotte la mordiamo per poi fuggire, due giorni sono sufficienti a farcene un'idea. Trolley alla mano, ci aspetta il Texas.

Angela Francesca D'Atri

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