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Cultura

La Deposizione di Caravaggio

Caravaggio - La Deposizione di Cristo
Goooood afternoon, bentornati ragazzi eccoci di nuovo on-line per un nuovo appuntamento, la volta scorsa avevo dimenticato di dirvi che parlo Inglese come una mucca Svizzera, parlo Francese come un fabbro Marchigiano, parlo Tedesco come un pescatore Eschimese e solo Dio sa quello che potrei fare quando presenterò un artista Giapponese...ragazzi è proprio un bel vantaggio scrivere anziché trasmettere in radio, potreste mettervi a ridere sentendo la mia voce fotonica pronunciare maldestramente i nomi degli artisti!!!
Devo ringraziarvi gente varia sparsa per il web, un ringraziamento speciale va a tutta la redazione di free-news.it capitanata da Angela Francesca D'Atri, davvero una splendida squadra!!!
 
Ok, apriamo le danze, oggi tocca a un volto nuovo, chi non ricorda con simpatia le vecchie 100.000 Lire? E di chi era il volto stampato sulla filigrana? Yes, Caravaggio, oh sì ricordo con affetto anche  le 10.000 con Michelangelo, belle vero? Non possiamo definirla nostalgia, ma dai erano proprio delle banconote bellissime!!!....Solo un attimo, sto salutando un amico ciclista, è bello veder tornare di moda le biciclette!!! Ciao  bello ci vediamo al bar... e adesso armatevi di immaginazione, come a pedalare lentamente, respirando sul lungomare  il profumo della brezza marina Mediterranea, quella piacevole sensazione di fermare il tempo....molto bene, ecco a voi il signor Caravaggio...ancora un genio ribelle eppure dalle sue opere sembrerebbe tutto il contrario, un artista tutto colori e tavolozza, un artista al lavoro serenamente concentrato, un tipetto calmo e tranquillo, e invece nooo!
 
Sapete tutti come è andata a finire la vita di questo grande artista tutto genio e sregolatezza, ma ora non facciamoci la solita domanda, non chiediamoci perché, perché il genio appunto è sregolato? Se volete un giorno ne parleremo ma ora  dedichiamoci alla sua arte, alla sua opera che vado a presentarvi, ecco a voi la "Deposizione" le dimensioni sono 300X203 ed è considerata una delle più belle realizzazioni di Michelangelo Merisi in arte Caravaggio. Sono tre i colori principali che hanno attirato la mia attenzione, il bianco lucente del lenzuolo che avvolge il corpo arreso del Salvatore di un chiarore accecante, un corpo che non è sfigurato, non v'è traccia di sangue, solo i tenui segni lasciati dai chiodi sulla mano e sul piede destro, sul costato appena percettibile la ferita aperta dalla lancia del soldato Romano, il corpo sta per essere deposto nel sepolcro ma la morte non sta prendendo il sopravvento, i colori vibranti vincono le tenebre, la speranza fatta a colori predomina l'oscurità del fondo. Gli altri colori di cui facevo riferimento sono il rosso del mantello di Giovanni, sul corpo di Gesù nessuna traccia di sangue o percosse è il rosso vivo del mantello che descrive il dramma tracciando una linea netta al centro dell'opera, un rosso nel quale non c'è fine ma la vita.
 
In primo piano il marrone della tunica di Nicodemo ingobbito nello sforzo di sostenere il Salvatore per poterlo adagiare con delicatezza nella dimora di pietra sotto la quale le foglie verdi vive e aperte rappresentano la vita che nasce, mentre sul gomito sinistro dell'apostolo brilla una luce, il faro della speranza che si irradia alle spalle degli uomini verso le tre Marie rassegnate imploranti pietà. A capo chino curvo verso la tragedia, la Madre di Gesù vorrebbe seguire il figlio nell'ultimo viaggio, la mano destra vorrebbe fermare, toccare, anche solo sfiorare il volto del figlio ormai perso ma non per sempre. La grandezza di Caravaggio trasforma la scena funerea, colora di speranza la dignità della pietà in attesa di una nuova vita.
 
Fiuuuuu....è stata una faticaccia, che opera emozionante!!!.....Ottimismo, sì ecco la sensazione giusta, mi piace terminare, ripensando a quest'opera con ottimismo....vi lascio vado a raggiungere Mario al bar e vi aspetto al prossimo artista, gooood afternooon ragazzi, Walter Fest per oggi vi dice ciaoooo.