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Scacco al cash: presi i prosciugatori dei bancomat

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ARRESTATE 9 PERSONE, DI CUI 3 SU MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE. 48 DENUNCIATE E 18 PERQUISIZIONI EFFETTUATE
 
Al vertice del gruppo, 4 rumeni e 1 italiano originario della provincia di Ravenna e residente nel ferrarese, oltre a un elevato numero di partecipanti attivi nelle varie zone che comunicavano tra di loro mediante instant messaging, utilizzando un enorme numero di schede telefoniche intestate a soggetti stranieri, per la maggior parte di origine cinese, al fine di rendere difficile l’identificazione.
 
La mente organizzativa del gruppo è risultata avere sede in Romania, motivo per il quale la Polizia Postale ha prontamente allertato i collaterali organi investigativi rumeni, con il risultato della localizzazione e conseguente cattura dei principali promotori dell’organizzazione, proprio nel momento in cui questi si stavano dirigendo nel nostro Paese per seguire direttamente le fasi cruciali dell’attività criminale.
 
La particolare tecnica utilizzata dall’associazione è quella del Cash Trapping, una procedura fraudolenta che si realizza mediante l’applicazione di una “barretta di plastica” riproducente l’otturatore della bocchetta erogatrice del Bancomat.
La finta bocchetta cattura l’importo richiesto dal malcapitato cliente, il quale, non vedendosi erogare il denaro, imputandolo ad un guasto, si allontana pensando che la transazione non sia avvenuta, ignaro che i malviventi si nascondano nelle vicinanze per recuperare agevolmente il contante.
 
Con la nuova tecnica, il gruppo criminale riusciva così a realizzare un indeterminato numero di prelievi fino al totale prosciugamento dello sportello Bancomat, senza che l’Istituto di Credito avesse la possibilità di risalire all’autore dei prelevamenti.
 
In una sola notte si sono registrati prelievi per un importo complessivo di circa 100.000 euro per ogni A.T.M. colpito.
Da un’analisi dei dati è emerso che l’attività delittuosa ha fruttato all’associazione diverse centinaia di migliaia di euro in contanti.
Gruppo Bancario Unicredit, Banca Popolare per l’Emilia Romagna, Monte dei Paschi di Siena e Poste Italiane, che sono stati oggetto degli attacchi criminali, hanno attivamente collaborato con gli investigatori predisponendo, tra l’altro, un sistema di “alert” che in tempo reale segnalava alla Polizia di Stato il prelievo fraudolento in atto.
 
Ciò ha in effetti consentito di intervenire e trarre in arresto membri dell’organizzazione in maniera mirata e scaglionata nel tempo, senza pregiudicare l’ulteriore svolgimento delle indagini..
Dalle intercettazioni telefoniche e telematiche è risultato inoltre che il sodalizio aveva in mente di estendere il proprio campo di azione verso gli Stati Uniti.
L’intervento tempestivo della Polizia di Stato, che ha individuato immediatamente la vulnerabilità del sistema, costruito e progettato in Ungheria, ha permesso altresì di bloccare ingenti perdite di denaro, nell’ordine di milioni di euro.
 
“Una grande soddisfazione, – ha affermato Roberto Sgalla, Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato – non solo per il risultato raggiunto, ma perché l’odierna operazione costituisce l’ennesima riprova del fatto che la strategia di contrasto seguita da tempo dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni nel campo della lotta alle frodi informatiche in danno degli istituti di credito e di intermediazione finanziaria, sia da ritenere vincente, in quanto si basa, oltre che sulla indiscussa professionalità degli operatoti, anche su un costante ricorso al partenariato pubblico-privato e alla cooperazione internazionale”.
 
 
 “UniCredit desidera ringraziare la Polizia Postale e delle Comunicazioni – ha dichiarato Luigi Altavilla, Responsabile Sicurezza Unicredit – per la tempestività e la cura con cui ha condotto questa importante operazione a tutela della sicurezza dei cittadini. A seguito di un nostro esposto, infatti, la Polizia ha immediatamente attivato le sue forze nelle indagini che hanno consentito l'individuazione dei soggetti implicati. UniCredit, per canto suo, al fine di tutelare i propri Clienti e i propri ATM, ha collaborato attivamente, fornendo informazioni, analisi degli eventi, immagini, ma anche predisponendo sistemi sofisticati di alerting via SMS che segnalavano gli attacchi in corso in tempo reale e che hanno consentito anche alcuni arresti in flagranza di reato”.