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Le Muse inquietanti di De Chirico

muse inquitanti
1888, 10 Luglio, nascita di Giorgio De Chirico, bentornati all'arte da amare amici di Free-news.it. Dalla nascita di Giorgio de Chirico sembra essere passata un eternità, 1888 solo a pronunciarlo ha il sapore di antico, l'Italia si era riunificata solo pochi anni prima a colpi di palle di cannone, sciabola e moschetto, eppure successivamente dopo un periodo storico relativamente breve il mondo si sarebbe trasformato modernizzandosi, la guerra la prima moderna avrebbe spinto l'industrializzazione e il mondo non sarebbe più stato le stesso.
 
Sono qui seduto al mitico bar intorno a me la pace silente del mattino, sono in attesa di Mario, oggi parleremo delle "Muse inquietanti" un'opera realizzata da De Chirico fra il 1917 e il 1918 un olio su tela nel formato 97X67. Per parlare di quest'opera mi sento così immedesimato che mi sembra di vedere Mario vestito come un popolano Romano seduto su un carretto mentre tira le briglie del cavallo...frusccccccc il vapore dalla macchina del caffè sveglia il miraggio.
 
-Mario ti piacciono i cavalli?
-Veramente preferisco i gatti
-Forza prendiamoci un caffè che è meglio
-L'atmosfera di quell'opera assomiglia un pò a queste prime ore del mattino non trovi?
-Però non dirmi che i due manichini siamo io e te eh!
-E la donna seduta in primo piano senza testa?
-Non può parlare, non può vedere non ha le mani e ha le braccia legate-Quest'opera è un capolavoro ma non fa per noi è veramente inquietanteeee!
-Dovevo accontentare la richiesta di una mia amica, a suo dire i giovani non conoscono
 bene Giorgio De Chirico
-E' normale, un artista troppo moderno per essere un uomo nato nell'800, a cavallo fra 
 il passato e il futuro, la vedi quella prospettiva, quel piano che sembra inclinato verso 
 l'orizzonte?
-Sì
-Bene è il passaggio dall'era  classicheggiante al moderno materialismo ma sulla  destra c'è una lunga ombra che oscura l'architettura e oscura anche te il manichino in  secondo piano con le braccia alzate.
-Ma non voglio essere io!
-E invece sei proprio tu,e quello in primo piano sono io, non ho la bocca per parlare e gli occhi per vedere, sono senza braccia, fermo inanimato, leggermente piegato  sull'onda d'urto dell'ombra che sta per attanagliarci, inesorabile raggiungerà il rosso  castello Estense di Ferrara, forse risparmierà le ciminiere delle fabbriche troppo lontane,  che però presto saranno ricoperte dal cielo di un verde plumbeo.
 
 Il manichino seduto in primo piano è una musa dai fianchi larghi, simboleggia una   donna con un buco sotto il petto, troppa rabbia nello stomaco per vedere i propri figli  andare alla guerra, i due manichini senza volto, senza parola, senza un movimento  povera umanità, l'intelletto è prigioniero della nuova era moderna prevaricatrice sull' ideale e sull'animo classico plasmato sull'essere umano che adesso è vittima del  progresso e della barbaria.
 
Nel 1917 la guerra è mondiale, l'ombra di essa offusca  le menti, puoi vederlo nel colore spento dell'opera acceso solo dal grande talento  dell'artista, non si può fermare il sogno, la fantasia, tutto quello che vorrebbe dire ma gli viene impedito riesce a manifestarsi attraverso la tecnica e il simbolismo delle  forme, non c'è negatività che può impedire all'artista di dipingere una scatola in basso ai   piedi del manichino in spicchi bianco, verde, nero, rosso e giallo tinte vive, forti senza  ombre senza sfumature, tinte per indicare che non tutto è finito, l'artista dice a modo suo  che la speranza è ancora in piedi, l'ombra lambisce ma non può coprire l'animo di uomini  e donne venuti al mondo per vivere in libertà e in armonia.
 -Mario, mi è venuta un idea.
 -Quale?
 Saltiamo dentro l'opera, la piazza è in salita ma è grande, io mi rimetto la testa sulle   spalle, tu infilati i pantaloncini prendi un pallone e andiamo a giocare, qualcuno di  voi lettori può anche andare in bicicletta, correre a piedi fino al castello, passeggiare  portando a spasso il cane, leggere il giornale, sotto i portici magari troverete un caffè dove chiacchierare, queste sono cose normali la vita non è fatta per  guerreggiare.
 
-Sono pronto.
-Bene chi perde paga la pizza ai lettori
-Ma sei pazzo sono più di 1000!
-Scherzavo a questo potrebbero pensarci i nostri sponsor
-E con la donna seduta che facciamo? 
-Parla piano, non svegliarla è la Giovanna non vedi alla sua destra la stecca da biliardo?
 se sa che andiamo a giocare a pallone ci dirà che siamo due stupidi sognatori, dai 
 andiamo glielo diciamo dopo come è andata.
 
Forza lettori che aspettate, fate un salto, quà la mano, magari là in fondo troveremo pure Giorgio De Chirico per salutarlo.....per la pizza scherzavo eh!
Ci vediamo al prossimo artista, oggi non vi consiglio di ascoltare musica, su questa piazza abbiamo altre cose da fare e Walter Fest vi abbraccia con il il ciaooo più grande del mondo!!!