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Spettacolo

Al Globe Theatre di Roma l’impegnativo e innovativo Enrico V di Daniele Pecci

enrico v


"...E invidieranno di non aver combattuto con noi il giorno di S.Crispino", Enrico V di Daniele Pecci è impegnativo e innovativo. Il bell'attore ne è interprete e regista. Impegnativo, perché l'Enrico V raramente viene rappresentato in Italia, purtroppo. E stavolta ha riscosso un gran successo, a meraviglia, anche tra i più giovani. E' forse l'opera più legata e adatta al Globe, seppur non fedelmente riprodotto nel verde di Villa Borghese.


Il testo non è stato ripreso nella versione integrale, è stato ridotto ma ha conservato la sua natura "mista", fatta di scene comiche e di scene drammatiche in cui emergono particolari della vita privata del re e dettagli del periodo storico in cui l'Inghilterra prepara la guerra – e la fa – contro la Francia fino alla conquista di quest'ultima. Da cinque atti qui il testo diventa di due, senza però saltare niente di importante. Gli attori sono 20: quando uno muore o scompare, lo ritroviamo tra i soldati incappucciati.
Fedele al manoscritto shakespeariano è la caratterizzazione dei personaggi: Daniele Pecci veste i panni del re che appare inizialmente scapestrato e mondano più che incline ai suoi doveri, poi si redime e diventa un regnante a tutti gli effetti. Viviamo con lui i suoi problemi, i suoi tormenti, costretto dagli eventi a ricercare la gloria col sangue, a bramare il potere.


E poi c'è anche il "coro", elemento innovativo di questo dramma. C'è un attore, inserito a cicli da Shakespeare, facente la funzione di "coro". Esorta il pubblico a contribuire con la fantasia alla fatica degli attori, a trasferirsi con l'immaginazione nella battaglia di Agincourt e dà voce anche alle riflessioni dell'autore, alle bassezze degli uomini, alle nefandezze della guerra. E alterna un linguaggio aulico ad uno prosaico, più comico, e riflette sul teatro. Il 'coro' è Carlo Valli, storico doppiatore, la voce di Robin Williams per intenderci, e che voce!
Bellissima la scena finale della corte alla finta ingenua e "comica" principessa Caterina, lì vediamo il Pecci attore televisivo, austero come un re e molto disinvolto. Davvero coinvolgente anche il suo 'monologo di San Crispino'.


Nulla da eccepire ai costumi di stampo elisabettiano e alla scenografia essenziale, fatta di torce di fuoco, di tende bianche. Come non fare un applauso sentito alla battaglia di Azincourt, dove gli attori si muovono a rallentatore dietro delle tende bianche e al centro una luce rossa che riflette quanto accade e, attraverso le ombre, ci sembra davvero di essere in quella sanguinosa guerra medievale.
Cast tutto al maschile ad eccezione della già citata principessa Caterina e della sua dama di compagnia.

Adattamento e Regia: Daniele Pecci
Scene e costumi: Susanna Proietti
Produzione: Politeama srl
Cast: Daniele Pecci e, in ordine alfabetico, Sergio Basile, Marco Bonadei, Alessio D'Amico, Pierpaolo De Mejo, Pietro De Silva, Maurizio Di Carmine, Mariachiara Di Mitri, Martino Duane, Vito Favata, Sebastian Gimelli Morosini, Gianluca Gobbi, Marco Imparato, Roberto Mantovani, Raffaele Proietti, Mauro Racanati, Mauro Santopietro, Francesca Romana Succi, Antonio Tintis, Carlo Valli.

a cura di Eleonora Persichetti