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Una pastiglia contro il Coronavirus: la cura preventiva di Trump a rischio effetto collaterale

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Ancora due giorni di terapia a base di idrossiclorochina contro il coronavirus per il presidente degli Usa Donald Trump."Credo che la cura si concluda entro uno o due giorni", ha affermato il presidente americano, che ha iniziato a prendere il farmaco a scopo precauzionale dopo che un membro del suo staff è risultato positivo al test per il covid-19. Poco tempo fa, l'addetta stampa della Casa Bianca, Kayleigh McEnany, aveva difeso l'uso del farmaco secondo quanto riportato dalla Cnn. "L'idrossiclorochina è stato usato per 65 anni per il lupus, l'artrite e la malaria. Ha un profilo molto sicuro". Naturalmente aveva precisato la necessità della prescrizione del medicinale da parte del medico.


Ma che cos'è l'idrossiclorochina?L'Agenzia Italiana del Farmaco la definisce quale analogo della clorochina chimicamente molto simile e che ne condivide il meccanismo d'azione. Attualmente nel nostro Paese è utilizzata in campo reumatologico anche per periodi molto prolungati; esiste quindi ampia esperienza clinica riguardo alla sua tollerabilità. Fin dalla metà del Novecento, il farmaco è stato usato come antimalarico, e attualmente trova impiego per il trattamento di alcune patologie autoimmuni come l'artrite reumatoide ed il Les (lupus eritematoso sistemico) per le spiccate proprietà immunosoprressive.


Mentre tutta l'America rimane con il fiato sospeso per capire cosa succederà al Presidente, considerato che il farmaco ha effetti collaterali il cui più grave in una persona della sua età è quello sulla salute del cuore, in Italia l'Aifa ha approvato uno studio controllato che si propone di valutare gli effetti della somministrazione di idrossiclorochina nella prevenzione della malattia negli operatori sanitari a rischio.
Sara Brillo