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Cultura

Successo per il “cercatore di storie” di Fortunato

maestro Fortunato

Figurativo, fantastico, sognatore come Dostoevskij nel romanzo "Le notti Bianche", spazia dalla metafisica al surreale, dalla pittura allegorica alle leggi geometriche

É da poco terminata l'esposizione del maestro Franco Fortunato presso la storica Galleria Purificato.zero. a Roma. Centinaia di spettatori nel pieno rispetto delle regole di distanziamento, hanno potuto ammirare le numerose opere presenti per il ciclo "cercatore di storie". Una ventata di vero e proprio ottimismo nel cuore e di buon umore negli occhi dei tanti collezionisti e non solo.

L'esperto Francesco Zero ci racconta con acume ed obiettività l'artista in mostra: "Il mare, il vento, l'avventura, la storia conquistano Franco Fortunato trasportandolo in ogni angolo della vita per scoprire e conoscere l'uomo, le sue capacità, la sua povertà, le sue speranze, il suo futuro.
Figurativo, fantastico, sognatore come Dostoevskij nel "Le notti Bianche", spazia dalla metafisica al surreale, dalla pittura allegorica alle leggi geometriche, tra Giotto e Simone Martini, tra De Chirico e Magritte.


Fortunato fonda il suo successo artistico su contenuti di valore che esprimono un approccio al mondo con un linguaggio universale a lettere chiare, complete, semplici. Le immagini delle sue opere interagiscono con il cuore e la mente dello spettatore che comincia a vibrare con le stesse corde emotive dell'autore trascinato in un viaggio metaforico pieno di soluzioni e di segreti rivelati. La facilità di sconfinare conquista l'immaginazione che trattiene tutti accanto alla tela nella felice sensazione di una totale libertà interpretativa. "Il cercatore di Storie" è il vero protagonista di ogni cosa passata o presente che spinge Fortunato ad incontrare la vita degli altri con la propria visione, con il suo personale punto di vista, con la sua reazione. Non si guarda intorno e, come tutto ciò che lo circonda, anche lui è colorato di blu. La scenografia assomiglia a quella delle città marinare con i portici a protezione dalla pioggia, dalle mareggiate, dal tempo difficile che i viaggiatori già sopportano nei loro costanti viaggi umidi e ventosi".


Fortunato e il suo fido vagabondo assomigliano tanto a quel marinaio di Fernando Pessoa che così viene descritto: "Da quando, scampando a un naufragio, vi era approdato, il marinaio viveva in quel luogo... Poiché non aveva modo di tornare in patria, e soffriva troppo ogni volta che il ricordo di essa lo assaliva, si mise a sognare una patria che non aveva mai avuto, si mise a creare un'altra patria come fosse stata sua, un'altra specie di paese con altri paesaggi e altra gente e un'altra maniera di passeggiare per le strade e di affacciarsi alle finestre. Ora per ora egli costruiva in sogno questa falsa patria, e non smetteva mai di sognare, [...]


Dapprima creò i paesaggi; poi le città, poi le strade e le traverse, ad una ad una, cesellandole nella materia della sua anima, ad una ad una le strade, quartiere per quartiere, fino ai muraglioni dei moli, dove creò i porti ... Ad una ad una le strade e la gente che le percorreva o che guardava su di esse dalle finestre. Cominciò a conoscere certe persone, come uno che le conoscesse appena ... Cominciò a conoscere le loro vite passate, e le conversazioni, come uno che sognasse paesaggi e allo stesso tempo li vedesse veramente" (tratto da "Il marinaio" di Fernando Pessoa).


Franco Fortunato, "vagabondo col cappello", sarà ancora visibile sul sito della galleria attraverso un esclusivo "on line exhibit" visibile su https://www.purificatozerogallery.com/francofortunato. Non ci resta che aspettare la prossima emozione che saprà regalarci lo staff della galleria Purificato-Zero in Via Bisagno 11, Roma.

Cristoforo Russo