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Spettacolo

Il cacciatore di donne

il cacciatore nicolas cage

 In Alaska a cavallo tra gli anni '70 e '80, l'insospettabile serial killer Robert Hansen (John Cusack) violenta e poi uccide con proiettili di calibro 21 all'incirca 30 donne, alcune prostitute. L'uomo, un buon padre di famiglia, è soprattuto  un “tranquillo” omicida con un piano perfetto: stuprare e torturare donne brune e di statura media, con un alibi perfetto quale la caccia nelle montagne dell'Alaska. Ed lì nei fitti boschi che,  a bordo del suo aeroplano, porta le sue vittime dopo averle seviziate a casa. Lì le lascia libere di sperare in una possibile fuga, poi le spara a distanza con il suo fucile come fossero povere bestie. L'inverno, il ghiaccio, gli orsi fanno la loro parte, seppellendo e rendondo i loro corpi irriconoscibili e introvabili. Un giorno, però, a seguire e dare una svolta al caso arriva un detective molto speciale Jack Halcombe (Nicolas Cage). Abile, tenace ma soprattutto con un cuore grande e con l'aiuto di una prostituta,  Cindy Paulson (Vanessa Hudgens), scampata alle  grinfie del suo avventore, riuscirà a dare una nuova piega alla vicenda. Laddove la perfidia seminava fiori del male, quest'uomo dall'animo nobile é  riuscito a conquistarsi la fiducia di una prostituta indurita dalle tante delusioni ricevute. Se nel mondo  il forte prevarica sempre sul più debole, legge di natura incontrovertibile, almeno con questo film del regista esordiente Scott Walker,  riusciamo a riporre speranza in una giustizia  superiore. I corpi di gran parte di quelle donne saranno ritrovati, dando alla famiglie la possibilità di piangere almeno su una tomba. La lotta tra  il bene e il male si consuma da sempre nel mondo, nella vita di tutti i giorni, nelle nostre famiglie. La violenza degli uomini sulle donne è, purtroppo, cronaca quotidiana. I sociologi provono a spiegarci che è frutto del cambiamento del  ruolo femminile nella società. Ma questo non spiega a sufficienza le motivazioni del perchè fidanzati amorevoli e mariti innamoratissimi possano trasformarsi in stalker e carnefici. Ancor prima del femminicidio, nel nostro Paese dall'inizio dell'anno se ne contano secondo dati Istat ben 81, dobbiamo riflettere sulle tante violenze morali, quella verbale, a cui segue  la violenza fisica, in un'escalation  crescente che le donne sono costrette a subire da parte di lucidissimi partner. Forse, è qui che bisognerebbe intervenire con la  prevenzione e con un adeguato supporto psicologico, prima di giungere al punto finale di non ritorno.

 Sara Brillo