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Ecco New York!

New-York

Un cent, due cent, mezzo dollaro gettati in terra. Fino ad un decennio fa, prima del famoso 11 settembre, di soldini nella Big Apple ne circolavano parecchi. Ma oggi New York è davvero una città così ricca? Ci troviamo a Staten Island uno dei sobborghi della Grande Mela, un posticino incantevole con casette di legno, gli scoiattoli squittiscono tranquilli per le strade larghe con poche macchine, i negozietti sono addobbati con gusto, e dappertutto trovi pizzerie, rigorosamente italiane.  

Qui la pizza è più buona che a Napoli. Un po’ con ironia, chiediamo: ma lo sapete dove è stata inventata la Margherita? Provano a convincerci che la prima volta è stata infornata proprio a New York. Mandiamo giù un boccone amaro. Chissà che ne pensa di questo San Gennaro! Proprio il Santo di Napoli che è tanto riverito a Little Italy. Non ci ruberete anche il Santo? Tradizione e amore per la Terra dei padri si mescolano con l’americanismo in quest’isola italiana di Manhattan, dove si gustano polpette tipiche calabresi, pasta con le melanzane alla siciliana, il tutto con una spruzzatina di Chianti o di Frascati. A Little Italy, si parla l’americano misto al pugliese, al siciliano, al napoletano e al calabrese. Nelle insegne dei negozi si legge la nostalgia del Belpaese, una malinconia che si trasmette di generazione in generazione.  New York è una terra di emigranti. Con le loro scatole di cartone approdarono a Ellis Island (isola felice), e dopo accurate visite mediche e controlli di routine furono abbandonati alla loro fortuna. Molti italiani riuscirono ad arricchirsi.Vi emigrò anche la mafia e spadroneggiò a lungo. Ma oggi è forte la malavita cinese. La piccola Cina, a ridosso di Little Italy, si sta così ingrandendo quasi ad inghiottire il quartiere italiano. I cinesi chiassosi (formiche così li chiamano i newyorkesi) affollano il mercato di pesce e molluschi, di verdure e frutta dei paesi caldi, di monili orientali. 

A New York City la popolazione è segmentata. La grande divisione è tra bianchi e neri. I bianchi svolgono in prevalenza lavori impiegatizi, i neri quelli che non vuole fare nessuno (ad es. gli autisti delle metropolitane sono persone di colore). I primi parlano l’inglese, i secondi lo spagnolo (la lingua del Bronx). L'intolleranza è così forte che mai un bianco s’azzarderebbe ad andare nel quartiere nero di Harlem, dove s’incontrano solo gente con il muso duro, povertà, decadenza e criminalità. Qui finanche gli operai del comune devono essere scortati dalla polizia. 
 
 L'intolleranza ha più facce. Italiani e irlandesi sono l’un contro l’altro armati. Lo stesso si può dire per i russi, gli indiani, ebrei e tedeschi. Per quanto ci riguarda, sono più italiani gli italiani di New York che noi. In un pub a Brooklyn, conosciamo un giovane, che parla siciliano misto al dialetto di Brooklyn,  così innamorato dell’Italia da rimane sconvolto all’idea che alcuni pazzi lombardi vorrebbero dividerla. E di quest’amore ha dovuto  tenerne conto finanche l’amministrazione comunale, con una piccola grande concessione: illuminare la guglia dell’Empire State Buildining (il famoso grattacielo) con i colori del tricolore italiano nel Columbus Day, il giorno in cui si ricorda l’italiano che il 12 ottobre 1492 scoprì l’America.

Questa è la Grande Mela. La pubblicità interattiva di Time’s Square (dove ha sede la famosa redazione del giornale newyorkese) sorprende con i suoi effetti luminosi, fosforescenti, con il suo voler imitare il vero: una tazza gigante di caffè  fumante, un cucchiaino immenso che esce dallo schermo (come nel film Matrix), una coca cola che s’accende ad intermittenza. E poi i ricchi negozi, con infiniti reparti, le grandi firme italiane. Ma ci sono anche le bancarelle che vendono cravatte a pochi dollari, con il bene placido di un poliziotto che si lascia corrompere con qualche omaggio. Mangi hot dog con qualche spicciolo. Stranamente non trovi la maionese, del resto l’hanno inventata a Maiorca nelle Baleari. Abbonda invece la cipolla. Presente finanche nell’insalata. A tavola anche bere acqua diventa una sana abitudine italiana. E ancora trovi stand che vendono frutta: buone le baby bananas. A proposito, qui non si pesa in kg, attenzione ai pound! Lo stesso vale per la temperatura che non si esprime in gradi centigradi, ma in farenheit. E se avete una macchina, guai a superare le 60 miglia l’ora, scatta la multa. Però è un peccato, sulle autostrade americane, larghe e poco trafficate, ti viene proprio voglia di spingere il pedale. Il rischio è che ti insegue un motociclista, proprio come nei Chips. 

Angela Francesca D’Atri