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Spettacolo

Meno elettronica e più analogico, la sfida rock dei Jesus Was Homeless

Tiziano Rizzuti


Intervista a Tiziano Rizzuti, voce della band 

Tiziano, partiamo dal principio:Jesus was Homeless. Come vi è venuto in mente questo nome?
Il nome viene da un viaggio in California, una sorta di viaggio visionario dove a Venice beach ci siamo imbattuti in un caravan di homeless, di qui il nome.
 
Sonorità rock ed elettroniche distinguono i brani del vostro The Message, un albun fortunato, adesso è uscito anche il video dell'ultimo estratto  The ride, soddisfatti?
Il video di The ride è una sorta di esperimento fatto con iphone, non aveva nessuna pretesa e invece è piaciuto moltissimo.
 
“The Message” è uscito  come allegato al gioco per pc, Galaxy Wars. Come è nata l'idea?
L' idea nasce dal trovare una forma alternativa di distribuzione. La vendita canonica di cd come tutti sappiamo soffre e il mercato é in decadimento.  Allegare il cd ad un video gioco ci ha dato la possibilità di far arrivare la nostra musica ai giovani.
 
Raccontaci di The ride. Qual è la musa ispiratrice?
La musa ispiratrice è la mancanza di costanza nei rapporti tra gli esseri umani
nessuno c’è mai quando hai bisogno di lui o lei, neanche nel momento della dipartita finale.
 
La vostra musica piace anche ai Giapponesi. Quanto è difficile per una band italiana che canta in inglese riuscire a risalire le classifiche internazionali?
Classificiche è un parolone..ma noi abbiamo avuto la possibilità di far uscire il nostro disco prima in Giappone e poi in italia e il resto del mondo. Fascino occidentale (sorride).
 
La Death Valley è un punto di riferimento della band. Come é sorto questo collegamento con gli Usa?
La nostra musica ha degli elementi che definirei quasi spirituali, la Death Valley dove la musica di Jwh viene concepita lontano da questo mondo.
 
Qual è il vostro sound di riferimento, quale band o cantante vi ha dato la spinta a cominciare a fare musica?
Nessuno di preciso, ma tanti nello specifico. Dai Beatles ai NIN.
 
L'etichetta di produzione Obe Records è tua. Ti ha aiutato nascere in una famiglia in cui si fa musica da sempre? 
E' stato fondamentale, e ringrazio un ipotetico Dio per avermi dato la possibilità di far parte di una famiglia che vive di arte.
 
Hai sicuramente un sogno del cassetto, hai mai pensato di cantare a Sanremo?
Mai nella vita. Neanche morto.
 
Progetti a medio termine.  State già lavorando ad un nuovo album, a un tour, a un live?
Assoultamente sì, il nostro sound evolve e diventa sempre più rappresentativo, torneremo ad una forma meno elettronica e più analogica, meno digitale possibile.
 
Angela Francesca D'Atri