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Doppiaggio: ecco perchè fu inventato

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Doppiare un film oggi è senz'altro un'arte che va finemente coltivata, ci vuole un ottimo tono e timbro della voce, una buona dialettica e dizione, oltre ad aver appreso la tecnica necessaria per rispettare il labiale.  Tuttavia,  il doppiaggio non nasce da uno stimolo artistico  ma dall'esigenza commerciale di rendere comprensibili i film in lingua traniera.  Quando nacquero le prime pellicole  con il sonoro (fine anni Venti), venivano proiettate in lingua originale e per tradurle si usavano delle didascalie. I risultati erano pessimi in quanto il ritmo della pellicola veniva di continuo interrotto. In Italia, poi,  per difendere la nostra lingua si eliminavano i dialoghi, lasciando solo musiche,  rumori e naturalmente le didascalie. Per contrastare un tale agire, l'industria americana s'inventò il doppiaggio. Il primo film doppiato in italiano venne girato nel 1929 si tratta di Married in Hollywood di David Butler e Marcel Silver.  Le case di produzione Fox e Paramount cominciarono ad utilizzare attori di origine siciliana e napoletana trasferiti negli Stati Uniti con forte accento dialettale. Così in Italia assistiamo a un giovane Gary Cooper e un altrettanto giovane James Steward che recitano in un improbabile accento napoletano.  A porre fine a questa prassi che oggi fa sorridere  ci pensò una legge fascista del 1933 che proibiva la proiezione di film doppiati all'estero. Un anno prima era iniziata la sperimentazione del doppiaggio in Italia dove la Cines Pittaluga aprì il primo stabilimento impiegando nella nuova attività attori teatrali. Nel 1933, la MGM  inaugurò un propria industria in Italia, dando avvio all'era del doppiaggio industriale.

Angela Francesca D'Atri