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Cane impiccato ad un albero a Roma

cane impiccato

 Sono passati alcuni giorni dal ritrovamento di un cane in stato di decomposizione nella zona dei lavori della metro C, a Roma. Ed e’ il secondo caso, dopo quello di un Jack Russell a Villa Ada. Impiccato ad un albero, dopo esser probabilmente stordito e morto dopo una lunga agonia: questa la sorte spettata ad un un piccolo animale di 20 mesi circa. 
Abbiamo intervistato Laura Clementoni, di Alfa Love For Animals, responsabile randagismo e adozioni nonchè  anello di congiunzione tra cittadini e istituzioni per le emergenze del settore.

Laura, cosa è accaduto e quando?
 E’ stato ritrovato un cane di giovane età nella zona Finocchio, nell’area lavori della Metro C. Siamo stati avvertiti da alcuni passanti che ci conoscono per il nostro impegno. Hanno chiamato una volontaria, Emanuela. E’accaduto il 30 Dicembre 2013 ma stando alla verifiche del veterinario, la morte del povero animale sarebbe avvenuta circa quindici giorni prima.

 Siamo al secondo fatto grave in poco tempo, vero?
Si, dopo il ritrovamento a Villa Ada del cane seviziato e bruciato il cui responsabile è stato identificato grazie al lavoro degli inquirenti. Per non parlare poi di tutti gli altri ritrovamenti degli ultimi mesi.

Possiamo parlare di una vera e propria escalation di crudeltà ai danni degli animali a Roma?
Guarda, quello che noi come associazione registriamo è di certo la crescita di singoli atti di crudeltà  su animali a fronte di un aumento generalizzato dell’ “animalismo” nella società. Probabilmente, quello che sta accadendo è un imbarbarimento complessivo di tutte le dinamiche sociali e gli animali, essendo gli ultimi, considerati spesso come cose, diventano, da indifesi, i destinatari di gesti efferati e ingiustificabili.

E cosa si può fare?
Noi facciamo il possibile, siamo presenti sul territorio Laziale, in Umbria, in Sardegna e stiamo sbarcando in Sicilia: siamo al fronte, per difendere gli esseri viventi diversi dagli umani, con un’ azione di prevenzione, di informazione e di intervento. Tuttavia, abbiamo bisogno dello Stato. Occorre fare un lavoro di sensibilizzazione nelle scuole, servono fondi per poter agire in maniera più capillare.
Speriamo che il 2014 possa regalare alla nostra associazione e a tutte quelle associazioni che operano in questo ambito, le giuste attenzioni per il nostro sforzo di costruire uno spazio collettivo più civile.
Marco Piervenanzi