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Fuggire in Belize, per vivere felice con pochi euro al mese

belize

 Quante volte ce lo siamo detto e non lo abbiamo mai fatto. Forse perché ci manca il giusto coraggio, o forse perché non stiamo ancora con “l’acqua alla gola”, e abbiamo ancora qualcosa che ci trattiene qui, forse i legami parentali, gli affetti o ancora il minimo per poter sopravvivere. Eppure, forse è arrivato il momento di pensare ad una scelta radicale.

Diciamolo, tutti i messaggi rassicuranti che i governanti stanno mandando ai cittadini italiani, sempre più vessati dal fisco,( le tasse è giusto pagarle a fronte di un servizio ricevuto, ed ad un alta imposizione fiscale dovrebbe corrispondere un ottimo funzionamento del welfare e un correlato buon potere d’acquisto dei redditi), nel rispetto del piano di austerity deciso al di fuori del territorio nazionale, non sembrano convincere la maggioranza. A fronte di questo scenario, pullulano tutti i calcoli e i ragionamenti su dove si potrebbe decidere di vivere allo scopo di mantenere un buono standard di vita con le risorse economiche che in Italia risultano inadeguate per una vita appena appena felice.
 
E allora da oggi cominceremo a parlarvi di paesi verso cui fuggire, ed il primo è il Belize, ex Honduras Britannico, prima dell’indipendenza. Situato in America Centrale è un paese molto piccolo, con meno di 300.000 abitanti. Il posto è meraviglioso, la natura è rigogliosa ed è possibile parlare tranquillamente inglese come seconda lingua, accanto allo spagnolo, la lingua principale. Ex colonia del Commonwealth, il Belize offre la possibilità di vivere a Cayo, non lontano dalla capitale Belize City, in affitto, con 200 euro mensili, immersi in un’atmosfera caraibica al  ritmo del reggae con la mente rapita dal rastafarianesimo, se non si vuole restare nel capoluogo, dove l’aria è molto British, la popolazione è composta per il 90% da discendenti di ex schiavi neri e dove si sente un pò di più l’odore dell’Occidente.

Marco Piervenanzi