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A chi questo? Il rancio nel campo di Bergen

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 Un Natale, una torta di gallette, i grammi, le razioni...

“A chi questo? Il rancio nel campo di Bergen” è il racconto leggero, privo di retorica, delicato e spesso ironico e divertente delle strategie fisiche e morali adottate dai giovani prigionieri catturati dopo l'8 Settembre del Quarantatre nella loro lotta quotidiana per sopravvivere, nel loro tentativo di mantenere alto il morale, la dignità e lo spirito.
Una narrazione nella quale le vicende del singolo (l'ufficiale Angelo Bianchi, nonno dell'autrice) si intrecciano e fondono con i fatti storici e con le esperienze comuni a tutti gli altri uomini che vennero
internati insieme a lui tra Germania e Polonia, sotto il comune nome di di I.M.I.
 
Il tema principale è la fame o meglio l' “ossessione del cibo”.
 
In scena due attrici musiciste, un organetto, un clarinetto, canzoni originali dell'epoca... e poi videoproiezioni, foto e documenti sonori.
Una narrazione che restituisce voce a una memoria poco conosciuta, perché questa non muoia assieme alle persone che l'hanno serbata.
 
Lo spettacolo è il frutto di un lavoro di raccolta, studio, analisi e contestualizzazione di memoria orale. Nasce dai racconti del nonno dell'autrice, registrati, a sua insaputa, dai nipoti durante le cene ed i pranzi negli anni prima della morte avvenuta nel 2006. 

In scena al Teatro Due Roma dal 31 gennaio al 2 febbraio.