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Spettacolo

Belle & Sebastien

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 Se avete almeno 40 anni, questo film di sicuro vi farà tornare alla mente gli episodi degli “anime” giapponesi che andarono in onda su Italia 1 negli anni 80’.

Vi ricorderete allora di quando questa storia di amicizia tra un bambino e un cane accompagnava la vostra tarda infanzia. Ed ora, questo tuffo nel passato, si arricchisce di una trasposizione cinematografica delle novelle di Cécile Aubry del 1965 da parte del documentarista Nicolas Vanier, noto esploratore e amante della natura il quale ha confezionato un’opera, distribuita da Notorious Pictures, coniugando gli scenari dell’alta Maurianne, in Savoia, con un fatto storico della Seconda Guerra mondiale ovvero il passaggio verso la Svizzera di profughi ebrei. Il film risulta così arricchito di una vicenda umana che si sovrappone al motivo dominante del film ossia il legame tra Belle e Sebastien. 

Entrando nella trama, il meraviglioso cane da montagna dei Pirenei, a cui viene inizialmente attribuita la responsabilità di predare le pecore al pascolo, si guadagna l’amore del suo piccolo amico umano il quale da subito lo protegge da tutti coloro che, da cacciatori, lo chiamano “la bestia”.  Braccato da una caccia “infame” Sebastian riesce a far capire agli uomini che  non è lui l’animale da cui occorre difendersi ed ecco che compare il solito e collaudato luogo comune, il branco di lupi che nell’immaginario più banale fa la parte del cattivo.

E qui scatta per noi una duplice analisi e un doppio giudizio. Se guardiamo infatti il film con gli occhi di chi ancora pensa gli animali non umani secondo la distinzione classica tra animali in generale e animali d’affezione, allora l’opera rispetta le regole accordate, ovvero libera Sebastien dall’appellativo di “bestia” trasferendo l’offesa ad altre “bestie” da sempre destinatarie di un
legittimo vilipendio. Se invece possiamo permetterci di regalarvi uno sguardo “diverso e più evoluto” la pellicola, proprio per la sola attenzione dedicata a Sebastien, regala solo al cane il pass per l’affetto degli umani, lasciando fuori i lupi che per natura, sul loro territorio, avrebbero invece diritto di sopravvivere e di non esser ingiustamente perseguitati.

Ci rendiamo conto però 
che questo forse è un discorso troppo “avanti” e preferiamo regalarvi una bella scena finale a cui abbiamo assistito: al termine del film, in una sala ormai deserta, un bambino accarezza con la sua mano lo schermo mentre Belle e Sebastien  se ne vanno via tra i titoli di coda e tutto è puro, bianco, candido e si perde nella neve.

 Marco Piervenanzi
 
 
Belle& Sebastien . Regia di Nicolas Vanier
Con Fèlix Bousset, Tchèky Karyo, Margaux Chatelier, Dimitri Storoge, Medhi El
Glaoui.
Francia 2013. 98 min. Distribuito da Notorious Pictures.