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Diritti e Doveri

Calabria maglia nera nei servizi all'infanzia

REgione Calabria

 La regione Calabria aggiunge, nella sua poco lusinghiera bacheca, l’ennesimo trofeo negativo e Reggio Calabria ne è la testimonianza più triste.

Già dai dati ISTAT relativi alla spesa locale a favore dei servizi sociali - comprendenti, oltre quelli relativi all’infanzia, anche quelli relativi all'autosufficienza - la Calabria risulta essere - nel 2009- l’ultima regione italiana sia in termini di spesa per abitante che per spesa in rapporto al Pil, nonché penultima - nel 2010 - in termini di numero di comuni che hanno attivato servizi per l’infanzia e asili nido e ultima per quanto riguarda la presa in carico dei servizi socio educativi dei bambini di 0-2 anni : una situazione regionale disastrosa, se si considera che nell'anno scolastico 2010/2011 la copertura della domanda di servizi pubblici alla prima infanzia è stata del 2,38% rispetto al target europeo del 33%.

Ma a Reggio Calabria la situazione è tragica (e nella sua provincia non è migliore...) e ciò proprio in un contesto in cui la crisi economica - unita ad una gestione disastrosa della cosa pubblica in pericolosa contiguità mafiosa che ha portato allo scioglimento dell'amministrazione cittadina - avrebbe dovuto indurre una maggior cautela proprio nell'assicurare l'erogazione delle prestazioni sociali, idonee ad ammortizzare la pesante situazione delle famiglie. In un quadro dove l’offerta complessiva di asili nido risulta già essere gravemente insufficiente, il tasso effettivo di copertura dei servizi pubblici all’infanzia della città è attualmente dello 0%, mancando completamente asili nido pubblici e pregiudicando ulteriormente l'occupazione femminile (a causa della perdita del posto da parte delle lavoratrici della Cooperativa Arcobaleno 2000), oggetto di tutela da parte del Quadro Strategico Nazionale a servizio della politica di coesione, nazionale e comunitaria.

Ma è nella considerazione della violazione dei diritti dell'infanzia recante disabilità che si arriva alla vergogna di chi limita i diritti fondamentali dell'individuo ed il fondamento solidaristico della nostra società ai patti di stabilità, subordinando - ma sostanzialmente negando, com'è stato fatto nell'originaria stesura della graduatoria d'iscrizione alle scuole d'infanzia, da far valere con il metodo criticabile del voucher - al loro rispetto l'assunzione di insegnanti di sostegno.

Nel ringraziare ActionAid ed i nostri attivisti di Reggio, per la segnalazione di queste gravissime criticità delle quale il M5S chiede conto ai Ministri competenti con l'interrogazione n.4-01743 del 24 febbraio, registriamo profondo sconforto nel vedere come alla marginalizzazione economica della nostra regione stia seguendo l'imbarbarimento morale, prima di quello sociale, nello svuotamento dei diritti più elementari del cittadino.

L’amministrazione regionale, interessata unicamente a mantenere intatti i propri circoli di potere, ha abbandonato il settore delle politiche sociali - tra i più importanti e strategici anche per lo sviluppo del sistema economico - ad un declino che sembra irreversibile, come ha deciso di segnare il destino delle future generazioni dei calabresi : a quelli non autosufficienti non è riservata neanche la pietà.
 
Avv. Francesco Molinari - M5S
Cittadino eletto al Senato