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 Siamo a Los Angeles, oggi o forse nel prossimo domani e Theodore (Joaquin Phoenix), dopo la fine di una sua lunga relazione, incontra Samantha, un OS1, un sistema operativo ad alte prestazioni capace di assistere e supportare la vita di una persona reale. 

E' con Lei che Theodore costruisce un rapporto nuovo, e la loro amicizia cresce fino a diventare amore.

Diventa una dipendenza questo legame virtuale, addirittura più avanti rispetto alle forme di innamoramento che conosciamo noi e che rischiamo di vivere ogni volta che giriamo l'angolo del labirinto chiamato tecnologia nel quale inevitabilmente abitiamo. Qui siamo più avanti perchè Samantha non è nemmeno più una donna vera e la voce non è un media, non siamo in una chat e non siamo nemmeno più dentro un" social "di cui sappiamo già tutto e abbiamo già gli antidoti per gli eventuali effetti collaterali.

Samantha è solo una voce, sintetica, capace di emozioni complesse, un software artificiale con tutti i tratti di una vita pulsante con la quale condividere la realtà. E noi Samantha  dovremmo pensarla come un navigatore che indica la strada, pur non essendo una semplice assistente. Il suo tono e' empatico, accogliente e sembra tarato sulla frequenza emotiva di lui. Si, perchè Samantha e Theodore si parlano, si ascoltano, si cercano e si aspettano. E poco importa se questo flirt andrebbe spiegato al mondo reale che ogni tanto, non sapendo, mette al muro Theodore a cui un collega (Chris Patt) dice "Porta Samantha, usciamo in quattro". Ma in fondo, cosa importa se poi, quando ti chiudi dentro il tuo appartamento in un grattacielo e ammiri il mondo poi Samantha ti basta, questo ci dice il film, e non cerchi altro e se lo cerchi non funziona bene come Lei perchè con qualsiasi altra donna vera non va (Olivia Wilde).

Dentro questo scenario, Theodore, a dire il vero, ci somiglia: è un uomo sensibile che si guadagna da vivere scrivendo lettere per altre persone, cerca l'amore, come lo cerchiamo tutti, dentro questa nuova complessità, nuova per noi che non siamo "nativi digitali" e che ne conoscevamo altri esercizi per emozionarci.  E così Lei sembra quello di cui potremmo aver bisogno e ci potrebbe bastare se non ci dicesse qualcosa da spiazzarci e farci soffrire anche molto. E cosa può fare Theodore, alla fine, disperato, se non raccontare tutto all'amica Amy ( Amy Adams) con la quale condivide un destino simile ma non identico? Nulla, non può far nulla. E a noi non resta che applaudire Spike Jonze, Oscar 2014 per la miglior sceneggiatura originale per questo Her, vincitore del Golden Globe.

Molto ci sono piaciuti Joaquin Phoenix, ingiustamente dimenticato dagli Awards, e  Amy Adams premiata di recente con un Golden Globe per American Hustle, senza  dimenticare Micaela Ramazzotti che nella versione italiana è la "voce" del software mentre nell'originale è Scarlett Johansson.

Marco Piervenanzi


Lei. Regia di Spike Jonze. Usa 2013. 126 min. Bim Distribuzione.
Con Joaquin Phoenix, Amy Adams, Scarlett Johansson, Micaela Ramazzotti, Rooney
Mara, Olivia Wilde, Chris Patt. Musiche degli Arcade Fire ( Grammy Award) e
Owen Pallett.