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Roma e provincia

la Fiera di Roma punta sul mercato congressuale

fiera di Roma

 Il futuro del polo fieristico di Roma si giocherà soprattutto sullo sviluppo dell’attività congressuale.

A patto però che si riescano a superare le attuali difficoltà finanziarie e che la nuova struttura varata nel 2006 al confine del comune di Fiumicino si doti di un collegamento con la città di Roma più consono alle future esigenze sia in termini di infrastrutture che di servizi rivolti a questa tipologia di turisti. Sono queste alcune delle evidenze prospettate oggi dal presidente della società Fiera di Roma Srl, Mauro Mannocchi, e dal direttore generale, Fausto Murdolo, alla IV commissione Bilancio, partecipazione, demanio e patrimonio, programmazione economico-finanziaria, presieduta da Mauro Buschini (Pd).
 

La società Fiera di Roma Srl ha come socio unico Investimenti SpA. Quest’ultima società a sua volta è di proprietà della Camera di Commercio di Roma (58,5%), del Comune di Roma (21,7 %), della Regione Lazio (9,8 %) e della società regionale Sviluppo Lazio (9,8%). Quote minime di Investimenti SpA sono inoltre detenute da Provincia di Roma, Unindustria Roma, Unione agricoltori e dall’Azienda di promozione turistica AtaLazio.

L’audizione riguardo alle prospettive di sviluppo e di rilancio era stata chiesta dal vicepresidente del IV commissione Pietro Di Paolantonio (Ncd), secondo il quale il nuovo polo fieristico, fin dalla sua inaugurazione nel 2006, non si è mai presentato con numeri incoraggianti. Presente l’assessore allo Sviluppo economico e alle attività produttive, Guido Fabiani, il presidente di Fiera di Roma, Mannocchi, ha illustrato alla commissione le principali criticità che si riverberano sulle sviluppo dell’azienda, vale a dire l’enorme indebitamento, soprattutto nei confronti della controllante Investimenti SpA che ha realizzato la nuova struttura fieristica e alla quale occorre corrispondere un affitto annuale addirittura superiore al fatturato che la Fiera di Roma aveva nella vecchia sede sulla Cristoforo Colombo: 12 milioni di euro, a fronte di un fatturato di 11 milioni.
 
Tra le altre cause delle attuali difficoltà finanziarie, per Mannocchi va annoverata la mancata valorizzazione del vecchio sito sulla Colombo con la quale si potrebbe far fronte al debito verso le banche, pari a 170 milioni di euro. La controllante Investimenti SpA, - i cui rappresentanti, però, benché invitati, non sono intervenuti in audizione a causa di precedenti impegni improrogabili - ha predisposto un piano industriale, le cui linee sono state illustrate dal direttore generale di Fiera di Roma, Fausto Murdolo. Oltre al potenziamento dell’impegno nel mercato fieristico, proponendo Roma come polo d’eccellenza del bacino del Mediterraneo, e alle attività complementari, il nuovo piano industriale punta soprattutto sullo sviluppo nel mercato congressuale e a una chiusura della gestione operativa in pareggio già nel 2014, mentre il bilancio resterà in perdita a causa della gestione finanziaria.

L’anno prossimo sono attesi 12 mila partecipanti all’Eular, il congresso europeo di reumatologia, mentre nel 2016 ben 32 mila cardiologi si riuniranno nel polo fieristico romano. Dopo aver censurato il mancato intervento in audizione di Investimenti SpA, l’assessore Fabiani s’è detto d’accordo con le linee esposte in audizione dai rappresentanti di Fiera di Roma, soprattutto laddove s’intravede un ruolo di rilievo per tale struttura nella strategia di internazionalizzazione delle imprese che sta costruendo la Regione Lazio.