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A EnergyMed Legambiente lancia allarme su Terra dei Fuochi

bonifiche terra dei fuochi

 

In 15 anni di intervento per la bonifica del territorio del Litorale Domitio Flegreo ed Agro Aversano, ex sito di Interesse Nazionale con legge 462 del 1998, solo lo 0.2% dei circa 2.000 siti contaminati è stato bonificato. (dati ufficiali piano regionale di bonifica).
 
 "Purtroppo i tempi per le bonifiche non possono essere brevi, ma si può intervenire con una sistematica azione d'informazione e sulle precauzioni da adottare per salvaguardare le comunità interessate, quanto accaduto in precedenza non deve succedere per la contaminazione di Terra dei Fuochi". Dichiara Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania, analizzando il dato in occasione del convegno dell'associazione "Start bonifiche: l'importanza di un approccio integrato" svoltosi nella seconda giornata di EnergyMed, la mostra convegno sulle Fonti Rinnovabili e l'Efficienza Energetica nel Mediterraneo, in corso sino a sabato 29 marzo alla Mostra d'Oltremare.  
 
Parlano chiaro i dati ufficiali del piano regionale di bonifica in riferimento all'operatività dei 15 anni d'intervento per il territorio del Litorale Domitio Flegreo ed Agro Aversano: per il 74%, non è stata svolta alcuna attività, per il 3.4% sono state svolte attività preliminari, per il 21.5% è in corso la caratterizzazione, per lo 0.3% è in corso l'analisi del rischio, mentre per il solo 0.8% è in corso la progettazione degli interventi di bonifica. Senza considerare la criticità del disimpegno che lo Stato ha attuato declassando l'area a sito di interesse regionale con oneri che graveranno sulla Regione. 
 
"Anche per la bonifica della Terra dei Fuochi è inutile pensare a tempi brevi, si potrebbero comprimere, pur di poco - conferma Chiavazzo - ma bisogna operare anche in maniera diversa, Le istituzioni hanno focalizzato l'attenzione sui terreni agricoli, considerando solo i rischi sanitari correlati alla trasmigrazione degli inquinanti al'uomo attraverso il consumo diretto dei vegetali, mentre è ragionevole pensare che gli effetti della contaminazione ambientale sulla salute si possono determinare a causa della trasmigrazione di inquinanti anche, e forse soprattutto, attraverso differenti vie. Le falde acquifere non sono state verificate e a Casal di Principe si beve acqua dei pozzi". 

 

Dunque un grido dall'allarme da parte di Legambiente sulla modalità di verifica delle contaminazioni che non sono solo quelle legate ai prodotti delle coltivazioni, che le stesse analisi delle istituzioni identificano a basso rischio, ma necessita una campagna informativa di prevenzione. 
 
"Le precauzioni che la comunità dovrebbe adottare, in termini di abitudini alimentari, stili di vita e comportamenti, per mitigare il rischio sanitario - conclude il dirigente di Legambiente - dovrebbero essere alla base di una sistematica azione di comunicazione che al momento non esiste" . 
 
Azione informativa condivisa anche dall'assessore regionale campano all'agricoltura Daniela Nugnes: "Sul concetto ambientale deve cambiare il metodo di approccio, l'ambiente deve essere considerato un valore assoluto e una potenzialità per tutti, Terra dei Fuochi non deve essere considerato solo un problema ambientale ma un monito per evitare errori simili in futuro. Condivido i timori di contaminazioni delle falde, che in alcuni casi sono state dal punto di vista uso alimentare interdette, ma penso persino all'aria. L'informazione alla comunità interessata deve essere costante e indispensabile senza però allarmismi eccessivi".