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Civita Castellana: gatto bruciato vivo

gatto bruciato vivo
E’morto ieri. Giorni fa era stato trovato agonizzante. Le complicazioni non gli hanno dato tregua e le cure, sia pur puntuali, non sono bastate. Ha vinto la barbarie.
non è la prima volta a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, stando a quanto dichiarato da Rita Storri, la Presidentessa dell’Associazione “IncrociamolezampeOnlus”, la quale ci ha raccontato che quello di Lele è il quarto caso di sevizie in unanno e mezzo. Sì perchè parliamo di “sevizie” come atti di inaudita crudeltà che nascono dentro un contesto culturale che ritiene tali reati meno gravi perché non riguardanti gli esseri umani.

Ed è ovvio che 
situazioni di questo tipo si verificano ovunque, non solo a Civita. Non credo sia necessario precisarlo. Non si tratta di dare patenti di inciviltà ad un Comune o ad un altro, ad una Regione o ad un’altra.Tali violenze, possiamo permetterci di dirlo, sono ascrivibili ad una diffusa cultura discriminatoria verso altri esseri senzienti diversi dagli umani, cultura sbagliata che è bene combattere così come dentro la nostra società ci adoperiamo per combattere tutte le discriminazioni che minacciano l’umano.

Marco Piervenanzi