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DEF: testo tanto insufficiente quanto voluminoso

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 Quest'anno più che mai il Documento di Economia e Finanza (DEF), risulta essere molto più importante rispetto agli anni passati perché, secondo le regole UE, i DEF dei paesi dell'Eurozona non potranno più limitarsi ad un elenco di buone intenzioni ma saranno vincolanti al fine di rafforzare il coordinamento delle politiche fiscali in Europa.
 
Il nostro Governo si presenta con un testo tanto insufficiente quanto voluminoso – circa 1500 pagine – costituente un irrealistico spot : grafici, statistiche e piani vuoti, senza sostanza.
È da quasi un decennio che l'Italia è entrata nel tunnel di una crisi senza fine, aspettando passivamente una ripresa continuamente annunciata da imbonitori da strapazzo e mai arrivata ma fatta scontare al popolo italiano: solo un anno fa ammonivamo il vecchio Governo, retto dalla stessa maggioranza che regge quello nuovo, sull'inutilità del DEF 2013 ad impattare sulla crisi e proponevamo un documento alternativo a quello. Dove sono quegli alfieri dell'ottimismo che, facendo finta di nulla, ci guardavano con sufficienza? Ora si ammette che quella tanto invocata e lodata politica di austerità è stato un fallimento?
 
Nonostante tutto si continua ancora ad agitare il fantasma della spending review come fonte da cui attingere risorse per conseguire obiettivi programmatici irraggiungibili: ma quando mai si sono voluti negli ultimi anni veramente abbattere i costi elefantiaci della macchina politico-amministrativa ?
Nessun intervento strutturale è stato previsto ad esclusione di quello riguardante le privatizzazioni: un programma di dismissioni assai ambizioso dal quale si pensa di ottenere uno 0,7% del PIL a fonte del realistico 0,2% ottenuto mediamente negli ultimi 10 anni ! E si preferisce tacere dell'ultima beffa ai danni degli italiani costituita dalla promessa dei famosi 80 euro/mese, concessi con una mano e levati dal Jobs Act - che non consentirà più la detrazione del coniuge a carico - con l'altra : fatte le debite differenze rimarrebbero, in tal modo, 15 miseri euro in tasca agli italiani interessati dalla promessa di stampo berlusconiano.

L'impressione è che il tutto sia malamente diretto all'attivazione della procedura eccezionale prevista dall'art.6 della Legge 243/2012 - introduttiva del pareggio di bilancio - che evoca ragioni eccezionali per derogare dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di medio termine fino al prossimo anno che - si presume - consentirà di vedere la luce in fondo al tunnel.
Nulla viene detto dal Governo sulla profonda divisione che, anche nella crisi, rimane tra Nord e sud del Paese e sul dramma che affronta il meridione, sul quale è assente ogni concreto intervento. Alla politica conviene che il Sud sia schiacciato dal malaffare e dal clientelismo, continuando ad essere considerato un serbatoio di voti senza nome, e conviene lasciare inaridire le speranze dei giovani meridionali sotto il sole del ricatto di un tasso di disoccupazione giovanile che sfiora il 50%.

La visione della nostra terra per questa classe politica è quella di un ricettacolo di rifiuti e veleni di ogni genere, dove ogni giorno si consuma il ricatto tra sopravvivenza quotidiana e salute pubblica, dove i diritti civili sono oggetto di contrattazione e i cittadini vengono considerati sudditi.
Di ciò ci renderete conto.
 
Avv. Francesco Molinari - M5S
Cittadino eletto al Senato
Vice Presidente Comm. Finanze e Tesoro
Capogruppo Comm. Politiche Europee
 Membro Commissione Antimafia
Membro Comm. Federalismo fiscale
 Membro Consiglio di Garanzia Senato