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«Mi resta poco da vivere, voglio donare 480mila euro»: attenzione ai misteriosi profili social che promettono fortune

Profili apparentemente innocui, fotografie di persone anziane, vecchie canzoni e centinaia di migliaia di euro promessi a perfetti sconosciuti. Dietro messaggi di questo tipo potrebbe nascondersi un'esca per convincere gli utenti a stabilire un contatto privato e fornire progressivamente informazioni personali.

Navigando sui social network può capitare di imbattersi in contenuti decisamente insoliti. Nei giorni scorsi Free-News ha osservato su TikTok un profilo che presentava caratteristiche quantomeno sospette.

L'account appariva riconducibile a una signora anziana e pubblicava contenuti estremamente simili tra loro: sostanzialmente un'immagine accompagnata da scritte e da canzoni. Ma a colpire era soprattutto il messaggio, riproposto più volte con poche variazioni.

Il senso era sempre lo stesso: mi rimane poco da vivere, possiedo una considerevole somma di denaro e vorrei trovare una persona di fiducia, disposta a fare del bene, alla quale donare circa 480mila euro.

Alla fine compariva un indirizzo e-mail attraverso il quale contattare la presunta benefattrice.

Il profilo in questione non è stato successivamente rintracciato da Free-News e non è quindi possibile stabilire chi lo gestisse né affermare che dietro quello specifico account vi fosse effettivamente un tentativo di truffa. La dinamica osservata, tuttavia, presenta diversi elementi tipici delle tecniche utilizzate nel social engineering e nelle frodi online.

Perché qualcuno dovrebbe regalare 480mila euro a uno sconosciuto?

È proprio questa la domanda che dovrebbe porsi chi incontra messaggi simili.

La promessa di un'ingente somma di denaro può essere utilizzata come esca per suscitare curiosità e spingere una persona a compiere il primo passo: contattare spontaneamente chi si nasconde dietro l'account.

Il particolare della presunta malattia o della morte imminente può inoltre contribuire a creare una storia emotivamente coinvolgente. La persona non viene presentata come qualcuno che vuole vendere qualcosa, ma come un'anziana benefattrice che starebbe cercando disperatamente qualcuno a cui affidare il proprio patrimonio.

Un racconto capace di abbassare le difese della potenziale vittima.

Il vero obiettivo potrebbe arrivare dopo il primo contatto

Il punto più interessante non è necessariamente il messaggio pubblicato su TikTok, ma ciò che potrebbe accadere una volta inviata la prima e-mail.

In molte frodi online il criminale non chiede immediatamente denaro. Il primo obiettivo è instaurare un rapporto di fiducia e ottenere progressivamente informazioni.

Potrebbero essere richiesti, ad esempio, nome e cognome, numero di telefono, indirizzo, professione o altre informazioni personali. Successivamente la conversazione potrebbe spostarsi su WhatsApp, Telegram o altri strumenti di messaggistica.

La storia potrebbe quindi diventare sempre più articolata: un'eredità da trasferire, un avvocato o un notaio che dovrebbe occuparsi dell'operazione, una banca estera, documenti apparentemente ufficiali e procedure da completare.

Ed è a quel punto che può arrivare la richiesta decisiva.

«Per ricevere la donazione deve prima pagare...»

Uno degli schemi più conosciuti nelle frodi online è quello dell'advance-fee fraud, cioè la frode basata sulla richiesta di un pagamento anticipato in cambio della promessa di ricevere successivamente una somma molto più grande.

La vittima potrebbe sentirsi dire che, per ottenere centinaia di migliaia di euro, è necessario anticipare una cifra relativamente piccola per una tassa, una pratica bancaria, un certificato, un avvocato, un notaio, una commissione internazionale o lo sblocco del trasferimento.

Di fronte alla prospettiva di ricevere 480mila euro, anche una richiesta di alcune centinaia di euro potrebbe sembrare trascurabile.

Ma una volta effettuato il primo pagamento potrebbero comparire nuovi ostacoli e nuove richieste.

Il meccanismo può continuare fino a quando la vittima comprende di essere stata ingannata o decide di non pagare più.

Non c'è soltanto il rischio di perdere denaro

Esiste però un secondo aspetto da non sottovalutare: i dati personali hanno valore.

Anche una persona che non versa un solo euro potrebbe aver già fornito informazioni utili a chi gestisce il falso profilo.

Documenti di identità, fotografie, indirizzo di casa, numero di telefono, e-mail, coordinate bancarie e altre informazioni personali possono essere sfruttati per ulteriori tentativi di frode o phishing.

Per questo motivo il consiglio fondamentale è non inviare mai documenti, credenziali, codici ricevuti tramite SMS, password o informazioni bancarie a sconosciuti conosciuti attraverso i social.

Perché utilizzare l'immagine di una persona anziana?

Anche questo elemento merita attenzione.

Nell'episodio osservato da Free-News, la combinazione tra l'immagine di una donna anziana, le canzoni di altri tempi e il racconto di una persona arrivata alla fine della propria vita contribuiva a costruire un personaggio coerente e apparentemente credibile.

Non sappiamo se la fotografia appartenesse realmente alla persona che gestiva l'account. Le immagini pubblicate online possono infatti essere copiate e riutilizzate per costruire identità completamente false.

Con l'evoluzione dell'intelligenza artificiale, inoltre, fotografie, testi, documenti, messaggi vocali e persino video possono diventare sempre più difficili da valutare basandosi esclusivamente sull'apparenza.

I segnali che dovrebbero far scattare l'allarme

Davanti a contenuti di questo genere è utile prestare attenzione ad alcuni elementi ricorrenti:

somme molto elevate promesse senza una ragione plausibile;

sconosciuti che propongono donazioni, eredità o vincite;

racconti particolarmente drammatici costruiti per suscitare compassione;

richiesta di proseguire la conversazione fuori dal social;

richiesta di informazioni personali o documenti;

presunti avvocati, banche o notai che compaiono successivamente nella vicenda;

richiesta di pagare anticipatamente tasse, commissioni o spese per poter ricevere il denaro;

pressione affinché la procedura venga completata rapidamente.

La presenza di uno solo di questi elementi non dimostra automaticamente l'esistenza di una frode. Quando però diversi segnali compaiono contemporaneamente, la prudenza è indispensabile.

Cosa fare se compare un messaggio simile

La prima regola è semplice: non lasciarsi guidare dalla promessa del denaro.

Prima di rispondere bisognerebbe chiedersi perché una persona realmente intenzionata a donare centinaia di migliaia di euro dovrebbe cercare il beneficiario pubblicando messaggi rivolti a sconosciuti su un social network.

È inoltre opportuno non cliccare su eventuali link ricevuti, non scaricare documenti o applicazioni suggerite dall'interlocutore e non fornire informazioni personali o finanziarie.

Un profilo sospetto può essere segnalato direttamente alla piattaforma. Se invece sono già stati forniti dati sensibili o effettuati pagamenti, è opportuno conservare messaggi, e-mail, ricevute e screenshot e rivolgersi tempestivamente alle autorità competenti.

Una vecchia tecnica con strumenti nuovi

Internet cambia continuamente, ma alcuni meccanismi psicologici delle truffe rimangono sorprendentemente simili.

Un tempo arrivavano e-mail nelle quali fantomatici funzionari, eredi o uomini d'affari promettevano milioni di dollari in cambio di un piccolo aiuto per trasferire un patrimonio. Oggi la stessa logica può assumere una veste molto più credibile e personale attraverso TikTok, Facebook, Instagram e gli altri social network.

Non più necessariamente una fredda e-mail proveniente da uno sconosciuto, quindi, ma il volto rassicurante di una persona, una musica familiare e una storia capace di suscitare compassione.

Ed è proprio questo il punto da ricordare: quando uno sconosciuto promette una fortuna attraverso Internet, il bene più prezioso da proteggere potrebbe non essere il denaro promesso, ma i nostri dati, la nostra identità e il nostro conto corrente.