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Cultura

“Il cadavere squisito”: la mostra che non ti aspetti

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walter stropicciami
 
Alla Tevere Art Gallery di Roma, ogni prima domenica del mese, artisti in libertà scrivono una pagina bianca.
 
Essere artisti a volte non è facile, difficile poi che l'appellativo calzi a pennello se non si riesce a mettere in mostra i propri lavori o ancor meglio a venderli. Una volta intrapresa la meravigliosa strada dell’arte, a metà tra la tecnica e la fantasia, l'artista necessita di rivolgersi ad una galleria. Se poi, per esporre non è richiesta alcuna somma di denaro, l'offerta diventa interessante sia per l'artista che per l'esperto o comunque per il cultore d’arte.
 
Accade questo alla Tevere Art Gallery di Roma, in zona Magliana. Qui, ogni prima domenica del mese va in scena “Il Cadavere squisito”. Le pareti bianche della galleria si popolano, a costo zero per i partecipanti, con le opere di scultura, fotografia, video, pittura di artisti, di qualsiasi età e provenienza. Il visitatore si troverà in un posto insolito, ad accoglierlo un giardino e poi un locale, un po' salotto letterario, dove poter sorseggiare un drink, con annessa galleria d'arte. Il bello è proprio qui dove ci accolgono non solo le opere ma gli stessi artisti con il loro differente stile, un apparente caos che genera invece armonia.
 
 “L’idea – ci spiega il gallerista Luciano Corvaglia – è quella della condivisione”. Artisti che mai si sarebbero incontrati, vista la loro eterogeneità, dialogano tra di loro, mescolano le proprie personalità e da ciò potrebbero nascere nuovi progetti. All'artista si chiede di mostrare un'opera realizzata appositamente per l'evento, spronando la sua creatività. “Con questa galleria – sottolinea Luciano Corvaglia - vogliamo uscire dai soliti schemi a cui siamo abituati a Roma, è una nuova idea di spazio espositivo”. Come in un gioco surrealista, ci spiega la curatrice Virginia Zeqireya “Non facciamo una selezione iniziale”.
 
Ed è lasciato al libero arbitrio dell'artista capire cosa esporre o meno. Come è accaduto a Walter Festuccia, artista di mail art, che lo scorso 4 ottobre ha portato in galleria un dipinto “doble face” che invita al contatto diretto tra l'opera, dunque l'artista, e l'osservatore, non più spettatore passivo. Infine, non guasta la gratuità dell'esposizione perché ha la bontà di portare alla luce anche artisti di talento poco noti, e questo conviene anche al visitatore. Chissà che acquistando una di queste opere non si rischia di portare a casa un vero capolavoro.
Angela Francesca D’Atri
 
 
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