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Poesia 2.0

Il folle, l'amante e il poeta, a Palestrina trionfa la poesia

con il poeta Giovannini

Successo di pubblico per la presentazione del libro "Il folle, l'amante e il poeta" di Luciano Giovannini presso l'hotel-ristorante "Stella" di Palestrina, lo scorso 11 novembre. L'evento organizzato dall'associazione Voi e Noi è stato allietato dalla musica e dalla lettura di poesie tratte dalla stessa silloge. Dopo l'introduzione a cura del presidente dell'associazione Voi e Noi, Ercole Pizzuti, è intervenuta la professoressa Anna Zambrano docente I.I.S. Eliano Luzzati di Palestrina che ha presentato l'opera maturata negli gli anni del Covid-19 e del lockdown.

Negli ultimi due anni, il poeta ha scritto numerosi versi, un vero e proprio fiume in piena, che lo hanno e lo stanno portando su e giù per il nostro Paese a partecipare e a ricevere numerosi riconoscimenti. Ultimo di questi il premio Zingarelli, dedicato all'autore del celeberrimo vocabolario di lingua italiana, con la poesia "A cosa servono i poeti"?.


In sala ad intervistare Luciano Giovannini era presente la giornalista Angela Francesca D'Atri. "Giovannini - ha commentato la giornalista - ha quel piglio malinconico che tanto accomuna chi scrive poesie, quel saper cogliere il lento passare e consumarsi delle cose, quell'afferrare e cantare in rima i dettagli della vita, ma c'è di più. La sensibilità del poeta Giovannini non si ferma, non si raggomitola sul mondo a lui più caro e più vicino, ma la sua poesia s'inserisce nel contesto sociale, lo scandaglia, coglie il malessere e le tragedie del nostro tempo. La poesia di Giovannini assume pertanto una veste sociale".


La bellissima raccolta di poesie del professore e poeta Luciano Giovannini trae spunto dall'opera shakesperiana "Sogno di una notte di mezz'estate". Ma cosa hanno in comune le tre figure, il folle, l'amante e il poeta? Giovannini non ha dubbi, il filo conduttore è nella fantasia.
Nel libro sono contenute poesie legate ad episodi di cronaca, come quella dedicata a Lorenzo Parrelli, il ragazzo di Udine morto lo scorso gennaio, a 18 anni, per uno strano scherzo del destino proprio nell'ultimo giorno del suo tirocinio (PCTO - Percorsi per le CompetenzeTrasversali e l'Orientamento). Ce n'è una che ricorda la terribile strage di Capaci, una poesia semplice ma dal messaggio forte: "In un giorno di maggio". Un'altra poesia è dedicata agli homeless e per coloro che vivono ai margini della società. Sono quelli che incontriamo per strada senza neanche vederli, i cosiddetti "invisibili", ma loro si accorgono di noi. Qual è la "Moneta pagata" dalla nostra società?


Nelle poesie di Giovannini c'è sempre profumo di mare e sapore di cose semplici, in tutto questo "Qual è il ruolo di un poeta? Giovannini crede che sia quello di risvegliare le coscienze e che il destino di un poeta sia quello di lasciare i suoi scritti ai posteri. E se così fosse, le poesie di Giovannini le sentiremo riecheggiare nell'eternità.

La redazione